PROGRAMMA CARPINO FOLK FESTIVAL 2017

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Tra i grandi protagonisti della XXII° edizione ci saranno l’artista ivoriano ALPHA BLONDY con i The solar system, formazione leggendaria del reggae africano; il chitarrista di etnia tuareg BOMBINO che incanta con il suo suono del deserto; e il cantautore VINICIO CAPOSSELA, interprete per l’occasione di un progetto speciale intitolato “Combat folk”. Accanto a loro la line up di concerti della ventiduesima edizione prevede la partecipazione del duo composto da CANIO LOGUERCIO & ALESSANDRO D’ALESSANDRO, recenti vincitori della Targa Tengo per il miglior album in dialetto, del giovane cantautore MALDESTRO e la presenza dei gruppi di riproposta regionale come SONIDUMBRA dall’Umbria, la MACINA dalle Marche, PIERO BREGA E ORETTA ORENGO del canzoniere del Lazio, KALASCIMA dal Salento ed infine come sempre I CANTORI DI CARPINO.

Il Festival della musica popolare e delle sue contaminazioni #CARPINO#GARGANO#PUGLIA
#cff2017 #memoriedalsottosuolo

5 – 10 Agosto | Laboratori Musicali
Lezioni pratiche/teoriche in contesti non formali in cui vengono esplorate le caratteristiche della musica e del ballo tradizionale e la conoscenza degli strumenti musicali usati dai cantori.
https://t.co/WW4WlABVN7

5 – 10 Agosto | Concorso Filmmaker
Con la forza comunicativa di brevi docufilm dar luce alla diversità delle bellezze storico-culturali e delle tradizioni del territorio garganico.
https://t.co/UMc9jIIfBT

5 – 8 Agosto | Escursioni nel sottosuolo
Un calendario di escursioni realizzato in collaborazione con i gruppi speleologici del Gargano per scoprire alcune delle cavità più significative di questo territorio, provando l’esperienza dello stretto rapporto con il sottosuolo e con la natura.
https://t.co/k2XM6m9QMq

5 Agosto – 17.26 Staz. San Severo
CANTAR VIAGGIANDO – Un viaggio slow a bordo dei treni delle Ferrovie del Gargano, tratta Foggia – Peschici Calenella.
Musica, teatro, danza e narrazione con:
Michele Morsilli, Geologo e Professore presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Ferrara. Matteo Pelorosso, Geologo. Michele Villetti, Batterista, percussionista e compositore.
PAESAGGI SONORI – Camminando… raccontando il paesaggio attraverso la musica, la danza la letteratura il teatro.
●Visita guidata nella necropoli di Monte Pucci, Vico del Gargano
● “E-Mago , i suoni della terra”. Il primo spettacolo scientifico-musicale dove i musicisti improvvisano direttamente con le frequenze emesse dalla Terra. Attraverso la tecnologia usata per le indagini geofisiche del territorio, è possibile trasformare i dati geofisici in frequenze musicali.
Matteo Pelorosso: geologo
Stefano Floris: geom. specialista acquisizione di dati geofici mediante tecniche EM
Michele Empler: Network Systems engineer – sonificazione dei dati geofisici
Riccardo Scorzino: sound engineer: sistema elettronico dei pedali per alimentazione
Michele Villetti: ideatore progetto EMAGO, percussionista e compositore

6 Agosto – 17.26 Staz. San Severo
CANTAR VIAGGIANDO – Un viaggio slow a bordo dei treni delle Ferrovie del Gargano, tratta Foggia – Peschici Calenella.
Musica, teatro, danza e narrazione con:
●Piero Brega e Oretta Orengo – Brega voce carismatica canzoniere del Lazio, Oretta del canzoniere internazionale, si ritrovano dopo trent’anni e iniziano a raccontare in musica la realtà del nostro paese come dei moderni cantastorie.
PAESAGGI SONORI – Camminando… raccontando il paesaggio attraverso la musica, la danza la letteratura il teatro.
●Visita guidata a Bagno di Varano, Cagnano Varano
Orchestra Bottoni, Un’orchestra e una voce, un viaggio tra la tradizione mediterranea e l’etnojazz

7 Agosto – 19.00 Staz. San Severo
CANTAR VIAGGIANDO – Un viaggio slow a bordo dei treni delle Ferrovie del Gargano, tratta Foggia – Peschici Calenella.
Musica, teatro, danza e narrazione con:
Canio Loguercio & Alessandro D’Alessandro con Fabio Renzi (segretario generale Symbola)
“Canti, ballate e ipocondrie d’ammore”
Fra appunti sparsi, chiacchiere, ballate e canzoni d’ammore a fil’e voce, una storia intima e condivisa sulla memoria, la bellezza e l’abbandono, nel ricordo dell’amico fraterno Matteo Fusilli, figlio di questa terra garganica, con il quale abbiamo imparato a scrivere parole nuove.
PAESAGGI SONORI – Camminando… raccontando il paesaggio attraverso la musica, la danza la letteratura il teatro.
●Visita guidata centro storico di Carpino
●LA NOTTE DI CHI RUBA DONNE – Concerti della tradizione
Incontri, documentari, presentazioni editoriali e concerti di musica tradizionale e di riproposta nel centro storico di Carpino.
Con Alessandro Alessandro Portelli, Mimmo Squilibri , Piero Arcangeli, Omerita Ranalli, intervengono, in voce e in musica: Antonella Costanzo, Susanna Buffa, Sara Modigliani, accompagnati da Alessandro D’Alessandro e Gabriele Modigliani.
Con Salvatore Villani e l’ensemble La Montagna del Sole “Vociantaur” (prima assoluta)

8 Agosto
Concerti della musica popolare e delle sue contaminazioni in Piazza del Popolo
Sonidumbra, gruppo di riproposta Umbro
Maldestro, nuovo cantautorato partenopeo
Bombino, il blues del deserto

9 Agosto
Concerti della musica popolare e delle sue contaminazioni in Piazza del Popolo
● LA MACINA, gruppo di riproposta Marche
Kalàscima , Psychedelic Trance Tarantella
Alpha Blondy & The Solar System (Official), la leggenda del Reggae dell’Africa occidentale in positive energy Alpha Blondy

10 Agosto
Concerti della musica popolare e delle sue contaminazioni in Piazza del Popolo
VINICIO CAPOSSELA, “Combat folk” (progetto speciale)
I CANTORI DI CARPINO stile ,storia e musica ” ALLA CARPINESE “

Qui la presentazione ufficiale https://t.co/dDoO5EtRtG
Qui invece la locandina da avere sempre a portata di mano http://www.carpinofolkfestival.com/images/2017/locandina.png

ELEMENTI CURRICULARI DI SPICCO DEGLI ARTISTI E STUDIOSI COINVOLTI NELLA XXII EDIZIONE DEL CARPINO FOLK FESTIVAL
#Piero_Brega è una delle più belle voci e delle figure preminenti del canto popolare italiano, per essere stato co-fondatore del Canzoniere del Lazio e per via delle tante collaborazioni artistiche, tra tutte, Giovanna Marini. Vincitore del Premio Ciampi, propone un concerto in duo con Oretta Orengo, che, con pienezza e calore, conduce il pubblico alla riscoperta di un repertorio, quello della canzone popolare italiana non solo da ascoltare, ma da compartecipare intensamente.
#Canio_Loguercio, musicista, poeta, architetto, performer. Finalista a tre diverse edizioni del Premio Recanati per la canzone d’autore, ha collaborato con vari musicisti ed ha pubblicato diversi CD. Conduttore, regista e autore di programmi con la RAI, ha ideato e realizzato numerosi progetti musicali tra cui ha la costituzione dell’Orchestra di Piazza Vittorio.
#Alessandro_D_Alessandro, organettista si dedica principalmente alla contaminazione dell’organetto con stili e armonie non propriamente di matrice etnica, anche attraverso l’utilizzo dell’elettronica. Ha collaborato con numerosi artisti, fra cui Sepe, Tesi, Galeazzi, Branduardi, Battiato, e Barra.
Loquercio e D'Alessandro sono Premio Tenco 2017. Canti, ballate e ipocondrie d’ammore è lo spettacolo che porteranno al Carpino Folk Festival. Una storia intima e condivisa sulla perdita, la memoria, la bellezza, l’abbandono, in compagnia di Fabio Renzi, nel ricordo dell’amico fraterno Matteo Fusilli, figlio di questa terra, con il quale abbiamo imparato a scrivere parole nuove.
#Fabio_Renzi, Segretario Generale e promotore di Symbola, Fondazione per le Qualità Italiane, si occupa di iniziative, progetti e ricerche su green e soft economy, le industrie culturali e creative, il Made in Italy. Ideatore e coordinatore del progetto Ape (Appenino Parco d'Europa), è capo segreteria del Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. Da sempre impegnato sui temi dello sviluppo locale e della conservazione della natura, è stato responsabile Parchi e Territorio di Legambiente e fra i promotori della Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali. Con la Deputazione di Barcellona ha collaborato a Parc a Taula e a Mediterrart, dialoghi d'arte nel Mediterraneo.
#E_Mago sono professionisti del campo della scienza, dell'arte e della comunicazione che interagiscono al fine di costruire eventi unici e interamente site-specific, dando vita a un nuovo tipo di concerti basati sui suoni specifici provenienti dai luoghi degli eventi.
#Maldestro, cantautore, già Premio Tenco nel 2013, nel 2017 partecipa al Festival di Sanremo tra le nuove proposte classificandosi secondo col brano “Canzone per Federica” e vincendo il Premio della Critica del Festival e il Premio Jannacci. I Muri di Berlino è il titolo del nuovo disco di MALDESTRO. Un viaggio nelle sfumature dei sentimenti umani. Dalle convivenze ai treni sbagliati, dalle paure alle speranze profonde. Poter sperare, di intravedere un futuro migliore, attraverso piccole crepe, che per rabbia o per amore, riusciamo a creare, disegnare, sui muri che tiriamo su dentro di noi.
#Orchestrabottoni, un'orchestra e una voce, un viaggio musicale e culturale tra la canzone d'autore, la tradizione mediterranea, il jazz e molto di più! Una big band composta esclusivamente da organetti, arricchita dalla voce e dalla ritmica, nata dall’evoluzione della Piccola Orchestra La Viola e dall’incontro di musicisti delle province di Roma, Frosinone, Latina e Napoli. Formazione di ispirazione popolare con influenze mediterranee, è considerata uno dei gruppi più inediti nel panorama della world-music italiana, forte di numerose collaborazioni con musicisti come Daniele Sepe, Peppe Barra, Angelo Branduardi e Franco Battiato e di un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero. Il disco d’esordio dell’Orchestra Bottoni è stato finalista al Premio Tenco 2015 e secondo al Premio Loano 2014.
#Kalascima, attivi da oltre 15 anni, sono una delle più importanti ed innovative band del nuovo panorama della musica world italiana, che porta la musica popolare salentina fuori dal revival e delle ballate nell’aia per proiettarla nella modernità, “rigenerandola” attraverso la tecnologia. Quello dei KALÀSCIMA è un neofolk urbano nel quale i ricordi di una civiltà contadina ormai travolta dalle estetiche contemporanee dialogano con i suoni e i rumori che ci avvolgono nella quotidianità odierna. Con numerosi concerti alle spalle, dall’Australia all’America Latina, dal Nord Europa al Medio Oriente, i Kàlascima presentano a Carpino il loro ultimo lavoro, “Psychedelic Trance Tarantella”, nel quale spicca la collaborazione del maestro Ludovico Einaudi.
#Bombino, il blues del deserto. Nato e cresciuto in Niger, ad Agadez, nella tribù berbera dei Tuareg, Ifoghas, è uno degli esponenti più importanti della nova “worl music” a livello mondiale, il suo nome è accostato a quelli di colleghi come Robert Plant e Gogol Bordello. "Azel" è l'ultimo album di Bombino, pubblicato lo scorso anno. Il suo tour mondiale prevede date prossime in Portogallo, Francia, Inghilterra, Germania, Cipro, Faroe Island, Svizzera, ect. In Italia al momento, dopo l'esibizione al Primo Maggio di Roma, sono previste solo una data ad Udine e quella di Carpino. Una prima per l'intera area dell'Italia meridionale e centrale.
#Alpha_Blondy, la leggenda del Reggae dell’Africa occidentale. La sua fama è pari a quella dei grandi artisti giamaicani, da Bob Marley a Burning Spear. “Positive Energy” è il nuovo album di Alpha Blondy pubblicato a maggio 2017. Dopo un periodo di assenza l'artista è in tour europeo quest'estate: tra le prime tappe confermate ci sono paesi come Spagna, Belgio, Olanda e Germania dove si esibito sul palco del Summerjam a fine giugno. Per quanto riguarda l’Italia, le tappe sono tre: Alpha Blondy è stato a Treviso, nei prossimi giorni a Matera e subito dopo al Carpino Folk Festival.
#Vinicio_Capossela è il miglior cantautore italiano della sua generazione, ma soprattutto uno dei pochi artisti totali che la scena nazionale abbia espresso negli ultimi anni. "Combat Folk" è il nome che Vinicio Capossela ha dato all'atto unico che realizzerà al festival di Carpino. L'estate 2017, infatti, lo vedrà protagonista non di una consueta tournée di concerti, ma di una serie di atti unici con i quali attraverserà l'Europa e l'Italia in luoghi significativi, come nel caso di Carpino luogo simbolo della musica dei cantatori della musica popolare italiana. Non è un tour, né uno spettacolo che si ripete, ma un esercizio di eclettismo. «L’atto unico è come una piroetta, un prototipo – scrive Vinicio Capossela – Una barchetta di carta che si mette in acqua e poi si capisce se affonda quando non c’è più tempo per salvarla o per riprovarci. E’ una disciplina che educa a non mettere da parte nulla. Come il potlach, la distruzione rituale dei beni. Come i castelli di sabbia, edificare qualcosa che verrà immediatamente cancellato dalla prima mareggiata. Non si fa a tempo di capire cosa è davvero successo, che ecco, è già finito. Si riconosce dalla coda, ed è un pesce che si immerge veloce. Per darci il giusto di rimettersi di nuovo, subito a pescare».
#Sonidumbra, gruppo di riproposta Umbro. Nascono nel 1997 come gruppo di ricerca e riproposizione con l’obiettivo di valorizzare, diffondere e restituire voce alla tradizione orale dell’Umbria. Fin dagli esordi Sonidumbra si è posto l’obiettivo di conoscere profondamente e fare proprie le espressioni vocali-strumentali della musica umbra attraverso le fondamentali, seppur esigue ricerche storiche conosciute, ma anche grazie ad una meticolosa ricerca sul campo e all’incontro con i maggiori rappresentanti della cultura tradizionale. E’ anche grazie a questa continua interazione-collaborazione con gli informatori che il gruppo ha fatto proprie le prassi esecutive e i riti della civiltà contadina nella prospettiva di una ripresa funzionale ad un ascolto moderno.
#La_Macina, gruppo di riproposta Marche. Musiche e testi, voci, canti e visioni convergono nel raccontare la densità e la bellezza della proposta artistica del gruppo più rappresentativo delle Marche, fondato nel 1968 da Gastone Pietrucci, avviato allora, secondo lo spirito dell’epoca, a una produzione caratterizzata da un’esemplare aderenza ai moduli espressivi della tradizione, rilevati in lunghe campagne di ricerca e dalla viva voce dei principali depositari dei repertori popolari, ai quali dedicano opere davvero emblematiche come il disco sui canti della filanda e, a firma dello stesso Pietrucci, il volume sui canti popolari marchigiani che è tuttora la più estesa raccolta di testi di musiche di tradizione orale nell’ambito regionale. Da allora sono seguiti ben 18 album e numerose pubblicazioni a stampa che consentono di seguire, come in una rappresentazione in presa diretta, l’evoluzione di un gruppo musicale che, forte del proprio radicamento nel cuore della tradizione, si apre progressivamente ad altre esperienze, incrociando nel suo cammino altre voci ed espressioni della cultura musicale italiana, da Giovanna Marini a Rosanna Casale, da Moni Ovadia alla banda Osiris fino ai Gang. L’intento che persegue ‘l’aedo malinconico e ardente’ nel condurre il suo gruppo su sentieri poco o nulla battuti è sempre quello di rinnovare una plurisecolare tradizione di canto, negando decadenze e anacronismi, per ribadire la propria volontà ostinata e contraria di durare nel tempo e parlare ancora alla sensibilità dei contemporanei.
#Vociantaur (La voce di Tauro) - Spettacolo in prima assoluta, ideato e diretto da Salvatore Villani, per voce recitante, ensemble vocale e strumentale "La Montagna del Sole" composta interamente da artisti locali Gino Annolfi, Vittoria Di Stolfo, Ciro Iannacone: voce e chitarre - Mauro Semeraro: mandolino, bouzuki - Salvatore De Iure: piano - Antonio Pizzarelli: fiati - Antonio Sciscioli: fisarmonica - Lorenzo Vaira: tamburelli.
Nelle notti di tempesta, secondo una leggenda dei paesi che si affacciano sul lago di Varano, dalle profondità del lago si leva il lamento del re Tauro, come il cupo muggito di un toro, venuto a piangere sulle rovine della mitica città di Uria. Questo re, avaro e assai malvagio, fu punito da Dio, assieme ai suoi sudditi, per la dissolutezza dei costumi. Una notte, dopo una gran festa, Iddio fece innalzare le acque del lago fino a ricoprire l'intera città. Nessuno si salvò da tale catastrofe, solo una buona fanciulla che si chiamava Nunzietta. Nunzietta canta una ninna-nanna al suo bambino e gli racconta questa storia, mentre Tauro si fa viva voce nella narrazione di memorie sepolte nei meandri più reconditi del sottosuolo.
#I_Cantori_di_Carpino, eccellenza della musica tradizionale del Gargano. Gruppo di individualità musicali d’eccezione di Carpino intorno ai quali negli anni si sono concentrate le attenzioni dei ricercatori e soprattutto degli artisti per trovare in loro una proficua fonte di ispirazione e di contaminazione fra musica colta e musica popolare.
Completano la programmazione #Piero_Arcangeli (etnomusicologo e compositore, già direttore del Conservatorio di Terni), #Omerita_Ranalli (antropologa, responsabile dell’Archivio Franco Coggiola di Roma), #Alessandro_Portelli (presidente del Circolo Gianni Bosio e tra i massimi esponenti al mondo della storia orale, autore di opere magistrali anche nel campo delle tradizioni musicali) #Mimmo_Ferraro (coordinatore Rete Archivi Sonori Musiche di Tradizione Orale e direttore editoriale Squilibri) che ci faranno immergere nei suoni della tradizione centro-meridionale (Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria) dialogando attorno ad alcune pubblicazioni di rilevante interesse riguardo le tradizioni musicali dell’area sulle quali interveranno, in voce e in musica, alcune delle più belle voci della canzone popolare italiana, come: #Antonella_Costanzo, #Susanna_Buffa, #Sara_Modigliani, accompagnate dall’organetto di Alessandro D’Alessandro e dalla chitarra di #Gabriele_Modigliani.

Seguirà pubblicazione singole schede per la promozione, l'informazione e la formazione del pubblico.

PEPPE VOLTARELLI

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Al Carpino Folk Festival 2016

Peppe Voltarelli in concerto

con la partecipazione straordinaria di Otello Profazio

L’edizione 2016 del Carpino Folk Festival si aprirà al pubblico festivaliero con il concerto di Peppe Voltarelli che proporrà dal vivo –e per la prima volta in Puglia- il suo personale omaggio all’antesignano del folk revival in Italia, Otello Profazio, che proprio quest’anno ha ricevuto il Premio Tenco per la carriera, costituendo un fenomeno pressoché unico nel panorama della canzone italiana.

Quando Otello Profazio iniziava la sua carriera artistica, infatti, il Festival di Sanremo contava appena tre anni di vita, i dischi erano a 78 giri e la televisione non era ancora nata. I vicini si riunivano nei salotti buoni o nei seminterrati popolari per ascoltare le radiocronache di Nicolò Carosio e i programmi musicali dell’orchestra di Cinico Angelini. Regina della canzone era Nilla Pizzi che svariava elegantemente tra Grazie dei fior, Campanaro e Papaveri e papere. Dell’Italia vera, ingombra delle macerie della guerra, flagellata dalle alluvioni e da un’emigrazione biblica in cui braccianti e contadini lottavano ancora contro il feudalesimo, poco o niente trapelava nelle canzoni. Da allora, sono passati più di sessant’anni e Otello prosegue la sua carriera indifferente alle mode, aggiornando di anno in anno il suo sterminato repertorio, calibrato sempre sui problemi della contemporaneità. La fantasia visionaria delle storie e leggende del Sud, la grande poesia civile di Ignazio Buttitta, il fatalismo di contadini ed emigranti traditi dalla storia hanno trovato in lui un moderno cantastorie capace di coniugare impegno e ironia. Straordinario interprete delle tante anime del meridione, è stato anche l’artefice di pionieristiche esperienze culturali, dalla collana Folk della Cetra al programma radiofonico Quando la gente canta, intrecciando nel suo cammino significative collaborazioni con alcuni dei protagonisti della cultura italiana del Novecento, da Matteo Salvatore a Rosa Balistreri, da Diego Carpitella a Giorgio Gaber.

Inevitabile, e in qualche modo obbligato, l’incontro con Peppe Voltarelli, tra i più estrosi croner di casa nostra ed espressione più rilevante della cosiddetta ‘onda calabra’, assunto a sua volta a vessillo di un meridionalismo al passo di tempi decisamente diversi da quelli di Nilla Pizzi e Cinico Angelini. Artista a dir poco eclettico –scrittore, attore e compositore per il cinema e il teatro- Voltarelli è oggi al giro di boa dei venticinque anni di carriera, dall’avventura rock-folk in salsa calabro-bolognese del Parto delle Nuvole Pesanti fino all’avvio, nel 2005, di una carriera da solista che si è guadagnata un largo seguito di pubblico, anche fuori dai confini nazionali, e lusinghieri riconoscimenti di critica tra i quali il Premio Tenco per il miglior album in dialetto. Questo suo personale omaggio a Otello Profazio cade dunque nel bel mezzo del suo cammino di arte e di vita e risponde all’urgenza di rivendicare con fierezza le proprie origini, senza lasciarsi tentare da fughe estetizzanti verso lidi lontani. Da qui anche la scelta di tenere a bada la sua prorompente personalità per offrire al ‘suo’ pubblico, senza inutili orpelli, alcune gemme del repertorio di Profazio, e restituire a un paese senza memoria pezzi significativi della sua storia culturale. La tradizione dei cantastorie rivive pertanto nella sua interpretazione, animando la rappresentazione dolente e stralunata di un meridione eternamente eguale a se stesso per cantare ancora, a passo di danza, le ferite sanguinolente della storia, il flagello della mafia, il dramma dell’emigrazione, la desolazione di periferie abbandonate.

Un concerto carico di suggestioni che andranno a infittirsi con la proiezione sullo sfondo delle opere artistiche realizzate appositamente per lo spettacolo da Anna e Rosaria Corcione che, lavorando su materiali storici con strappi e stratificazioni, hanno reso a loro volta omaggio a un altro grande calabrese, Mimmo Rotella, dando vita a una riproposta dinamica e innovativa dei vecchi cartelloni da cantastorie. A rendere in qualche modo unico il concerto di Carpino sarà la partecipazione straordinaria dello stesso Otello Profazio che affiancherà Voltarelli con la sua voce e la sua chitarra, quasi a suggellare sul palco il patto tra due generazioni di artisti accomunati da un viscerale amore per la propria terra ma ostinati a intendere il campanile del paese come veicolo di istanze universali e, allo stesso modo, più incline al dispiegarsi di un’amara ironia che verso l’autocommiserazione.

Il concerto chiuderà un articolato momento di riflessione sul folk revival in Italia al quale prenderanno parte anche Antonio Infantino e Andrea Satta e Angelo Pelini dei Têtes de bois per cui non sono da escludere altre incursioni su quel palco dove si leveranno alte le ragioni ‘ostinate e contrarie’ del mezzogiorno d’Italia.

ANTONIO INFANTINO

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Al Carpino Folk Festival 2016

ANTONIO INFANTINO

“FACITI ROTA”

A partire dal 1964 matura varie esperienze artistiche, spaziando dalla musica performativa e gestuale all'elettronica e al free jazz, con Vittorio Gelmetti, Sylvano Bussotti, Pietro Grossi, Charlotte Moorman, Giuseppe Chiari, Alvin Curran (del gruppo Fluxus), e con altri artisti di poesia visiva.

Nel 1966 comincia ad esibirsi dal vivo, al Folkstudio di Roma e al Nebbia Club di Milano, dimostrandosi uno dei protagonisti del beat italiano, come documenta Fernanda Pivano in ''Mondo Beat'' ed un ritaglio del Corriere della Sera dell'epoca, quando ''il tarantolato'' passò una notte in cella perché si aggirava per Milano con la testa incoronata.

« Un personaggio che incarna in senso letterale alcune tra le cose migliori della cultura e dello spettacolo di questi ultimi quarant'anni »

(Fernanda Pivano)

Lo stesso anno la Feltrinelli pubblica un quaderno di sue poesie dal titolo I denti cariati e la patria, con introduzione della stessa Pivano.

Nel 1968 registra il primo 33 giri, Ho la criniera da leone (perciò attenzione), con dodici brani inediti tutti di sua composizione, registrati a Milano con orchestrali della Scala. L'album verrà stampato all'inizio del 1969 dalla Ricordi. Sempre nel '68 partecipa a Ci ragiono e canto n. 2 di Dario Fo, componendo e interpretando insieme a Enzo Del Re i brani Avola e Povera gente. Nel frattempo si laurea in architettura, e ottiene l'insegnamento presso l'Università di Firenze.

Nel 1976 fonda il movimento culturale dei Tarantolati di Tricarico, a cui hanno partecipato negli anni decine di musicisti, con i quali, stravolgendo e reinventando il repertorio tradizionale della sua terra d'origine, crea un canzoniere nuovo e composito, passando dalle ninne nanne alle filastrocche infantili, ai canti di festa e di lotta, basati spesso su ritmi ossessivi e trans-ipnotici. Con questa formazione Infantino inciderà tre dischi, tutti per la Fonit Cetra.

Nel 1977 partecipa al Premio Tenco.

Nel 1978 si reca in Brasile dove, con la partecipazione attiva di popolazione e scuole di samba, unisce i due generi musicali (la Taranta e il Samba appunto) pubblicando il "documentario sonoro"[1] in forma di LP La tarantola va in Brasile, che vede anche l'intervento di Fafà De Belem. Il titolo era proprio un gioco sul discorso migrazione. La prima canzone, infatti, recita “Da Sud a Nord … sono arrivati da ogni parte, e fecero il Brasile”.[2]

Nel 1983 torna a collaborare con Dario Fo musicando il suo Arlecchino in occasione della Biennale del Teatro di Venezia. Nell'84 compone l'opera La fattoria degli animali, utilizzando campionamenti di versi di animali reali. Tra l'84 e l'87 firma la colonna sonora del film Ternosecco di Giancarlo Giannini, e le musiche per la serie televisiva Vincere per vincere.

Nel 1989 compone le musiche per lo spettacolo Tricolore triste, allestito ad Anversa dal gruppo teatrale belga Nieuwe Scene. Per la stessa compagnia quindi scrive testi e musiche per La nave dei folli (1991), spettacolo che ripercorre l'evoluzione del teatro comico attraverso i millenni. Dello spettacolo Infantino cura anche le scenografie e i costumi. Ancora in Belgio riceve il premio e la laurea honoris causa in Belle Arti da parte dell'Accademia Reale Fiamminga. Nel 1996 espone dei suoi quadri in una mostra dal titolo Danza Cosmica: danza, suono, colore, allestita nei locali del Parlamento Europeo a Bruxelles.

Nel 1997, assieme ai 99 Posse, riedita La gatta mammona, uno dei suoi successi degli anni '70. Nel 1998 pubblica Succhà, una nuova antologia di poesie edita dalla City Lights Bookstore di Lawrence Ferlinghetti.

Nel 2000, il suo spettacolo Tara'n Trance chiude ufficialmente il Carnevale di Venezia in Piazza San Marco, riscuotendo un enorme successo di critica e di pubblico. L'opera si caratterizza per la presenza corale di diverse discipline artistiche e tecniche che coinvolgono costantemente il pubblico fra danze, musica, arti visive. Un rituale coreutico e festoso che ha al centro della scena gli spettatori come soggetti attivi: sollecitati dalla danza ancestrale, dai suoni ipnotici e dai colori vibranti, danzando, si entra in trance attraverso la sapiente guida di questo "sciamano hypermediale". Tara'n Trance verrà pubblicato quattro anni dopo in CD, ed entrerà con successo nelle classifiche delle discoteche statunitensi, sorpassando pop-stars di grido quali Britney Spears e Mariah Carey.

Nel 2004 Infantino è invitato come ospite speciale alla Biennale di Venezia. Nel 2007 la Deja-vu Retrò pubblica e distribuisce in tutto il mondo Antology of Tarantella, cofanetto multimediale articolato in cinque supporti tra CD audio, CD-Rom e DVD. Nel 2009 partecipa nuovamente alla Biennale di Venezia con installazioni e performance sul tema "La danza delle api", in cui analizza il linguaggio e i comportamenti degli insetti.

È di prossima pubblicazione un nuovo CD, a nome "Antonio Infantino & Band", dal titolo Tutto È UNO È Tutto - Il cerchio dell'Eterno Ritorno.


DANIELE SEPE E LA SUA CIURMA

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Al Carpino Folk Festival 2016

CAPITAN CAPITON E I FRATELLI DELLA COSTA

DANIELE SEPE E LA SUA CIURMA

Venticinque anni dopo Vite Perdite, Daniele Sepe torna a fotografare la Napoli musicale che allora stupì e convinse l’etichetta berlinese Piranha, una delle prime a interessarsi di world music, la musica popolare che noi chiamiamo più semplicemente etnica o folk. L’approccio di Sepe alla tradizione resta lo stesso, pieno di rispetto ma senza timori reverenziali, soprattutto mai filologico anzi sempre capace di intercettare le novità e di metterle in prospettiva dandogli il giusto sfondo.

Capitan Capitone e i Fratelli della Costa è un collettivo, o meglio una ciurma, che raccoglie le migliori lame di Napoli contemporanea.

Insieme hanno già dato vita ad un epico concerto in piazza Dante a Napoli a sostegno della cassa di resistenza operaia dei cassintegrati Fiat, coinvolgendo migliaia di persone in un concerto che è la fotografia di quello che accade oggi musicalmente in città.

La ciurma, anche se ha un assetto variabile, e si da all'arrembaggio a seconda del galeone da assaltare, è composta da:

Capitan Capitone aka Daniele Sepe

Alessio Sollo de I Collettivo

Dario Sansone de i Foja

Roberto Colella de La Maschera

Aldo Laurenza degli Aldolà Chivalà

Andrea tartaglia de i Tartaglia Aneuro

Carmine D'aniello degli 'O Rom

Maurizio Capone dei Bungt&Bangt

Claudio Gnut Domestico

Paolo Romano "Shaone"

Nero Nelson

Sara Sossia Sgueglia

Tommy De Paola alle tastiere

Gianluca Capurro alle chitarre

Davide Afzal al basso

Michele Maione e Salvio Gekò La Rocca alle percussioni

Paolo Forlini e Luca Caliguri alla batteria

Il repertorio spazia dalle canzoni composte nell'album che lo rappresenta, "Capitan Capitone e i Fratelli della Costa, i brani che riassumono l'attività svolta individualmente nella musica e cover di canzoni che ci stanno a cuore, come Zappa o i Clash.

… ma attenzione: non è mica che ognuno si canta il suo pezzo e io ci metto dentro l’arrangiamento o il sassofono, noi ci siamo chiusi in studio due settimane, insieme alle vivandiere e alla cambusa, e partendo da zero abbiamo scritto insieme tutto, dalla musica ai testi. Un lavoro collettivo che ci ha fatto scapolare felicemente quest’inverno.

LA DAME BLANCHE

Scritto da Super User. Postato in Blog

Al Carpino Folk Festival 2016

LA DAME BLANCHE

"NU CUMBIA"

Yaite Ramos, musicista cubana che vive a Parigi, è la figlia di Jesus "Aguaje" Ramos (Musical Director della Buena Vista Social Club).

In precedenza flautista e parte del coro con Sargento Garcia, lei è anche la cantante di El Hijo de la Cumbia.


Ora presenta l'album di debutto de La Dame Blanche, diretto da Marc Baby Lotion Damblé (Sargento Garcia, Amadou & Mariam, Orishas), French Sound Engineer/Beat Maker - e composto sotto la direzione artistica di Emiliano Gomez, alias El Hijo de La Cumbia, un produttore argentino famoso per la sua fusione di Cumbia e suoni urbani.


Le tracce di Piratas (2014), la sua ultima release, sono ricche di significato sociale e sostengono le proprie radici nella tradizionale musica urbana. Rap, Reggae, e certamente Nu Cumbia, sono tutti terreni fertili per La Dame Blanche!

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