RE NILIU

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Al Carpino Folk Festival 2016

RE NILIU

THE NDUJA DIGITAL TOUR 2016

Re Niliu, il cui nome rievoca una grotta scavata nella roccia calcarea del Monte Tiriolo, era il regale protagonista di una leggenda popolare: innamorato di una giovane popolana, disapprovata dalla famiglia, rimase vittima della maledizione dei genitori che gli augurarono di liquefarsi come cera, colpito dai raggi del sole. Proprio per offrire un’occasione di riscatto al re sventurato, e perché no alla propria martoriata terra, nell’ostinata Calabria di fine anni ’70, precisamente nella città di Catanzaro, Ettore Castagna, musicista nonché antropologo, con un gruppo di musicisti conterranei, fondò una band di musica etno/popolare, denominata appunto Re Niliu.

Un progetto che nel giro di pochi anni, con il supporto di numerosi musicisti che si sono alternati nella collaborazione con la band (il nucleo storico della band comprendeva tra gli altri Danilo Gatto alla fisarmonica e organetto, Sergio Di Giorgio ai fiati, popolari e non, Salvatore Megna alla voce), è riuscito a diffondere nell’intero territorio regionale, nazionale, e addirittura europeo, il piacere della riscoperta di tradizioni e armonie di una terra a volte immemore delle vene popolari della propria musica. Tra gli anni ’80 e l’inizio del terzo millennio, il gruppo ha dato vita a quattro album, esempi rimasti storici di mix tra popolare (vero) e pop, rock, funk, etnico. Voci contadine e melodie di antichi strumenti come zampogna, lira, doppio flauto, organetto, ben amalgamati a strumenti elettrici e digitali.

Lare niliu in a cosmic ear maledizione, però, sopraggiunse anche nel gruppo calabrese: nel 2001 decisero di sospendere la propria attività, ma la passione per la musica, l’intimo legame con i luoghi d’appartenenza, li ha spinti a riattivare il percorso interrotto, tornando sulla scena con un nuovo album, In a cosmic ear, pubblicato il 12 gennaio. “Il nostro batterista, Mimmo Mellace, tentò di promuovere una reunion della band nel 2009, in occasione dei trent’anni dalla fondazione del gruppo, ma l’idea non si concretizzò. Verso il 2012 ho iniziato a crederci anch’io coinvolgendo qualche altro componente come la storica voce del gruppo, Salvatore Megna. Così, Re Niliu ha ritrovato vecchi protagonisti, ai quali si sono aggregati nuovi elementi” dichiara Ettore Castagna, storico fondatore della band, illustrando l’intreccio di suoni folk, rock ed elettronici, la sperimentazione ingegnosa di generi musicali difformi, che dopo 15 anni di silenzio ha determinato il nuovo progetto musicale.

Tratteggiando i colori vividi e i contorni decisi di una terra bella quanto dannata, i Re Niliu fanno riecheggiare nella mente suoni e temi contrastanti. Ed è proprio l’ambizione che tale sound inconfondibile si propaghi nel cosmo a suggerire il titolo dell’album, In a cosmic ear, ispirato ai versi del poeta calabro-canadese, Antonino Mazza. “Il racconto di una Calabria cosmica, patria accogliente, capace di ascoltare tutti ed essere dono per il mondo, punto di incontro di migranti e molteplici identità” conclude l’artista catanzarese, palesando un legame inscindibile con la sua terra natia che definisce “un tatuaggio interiore indelebile: cinque su sette componenti dell’attuale band non risiediamo in Calabria da anni. Il lavoro ci ha portato altrove, come pure la musica, ma questo è il nostro viaggio emozionale”

MARCO BEASLEY

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Al Carpino Folk Festival 2016

MARCO BEASLEY in concerto

“SUD”

Nel cuore della civiltà mediterranea, da quelle terre lambite dal mare che furono

ricche e sapienti quando Roma era ancora un villaggio di pastori,

ci arriva la voce potente ed incorrotta della Tradizione.

Musica e mistero del suono primordiale.

Tradizione Pugliese                                               Tarantella del Gargano

Tradizione Pugliese / G. De Vittorio                   Sona a battenti

Adriano Willaert (1490-1562)                 Vecchie letrose

Giovane da Nola (1520 - 1592)               Cingari simo, donne!

Joan Ambrosio Dalza         (XV sec?)                 Piva

Tradizione Pugliese                                               Tu bella...

Marco Beasley (1957)                               Ballo de li Sante

Vito De Lorenzi                                          Sona e risona

Testo di Francesco Spinello (XV sec.)    Como senza la vita poi campare

Tradizione Pugliese                                               Alla Carpinese

Tradizione Pugliese                                               Fronni d'alia

Anonimo                                                      Eufrosina

Tradizione Pugliese                                               Tarantella del Passariello

Tradizione Napoletana                              Il Mattacino

Fabio Accurso & Stefano Rocco              Compendium Tarantulae

Severino Corneti (XVI sec.)                                 Fararirorella

NOTA

Quello sopra è solo un elenco indicativo di alcuni dei brani in programma.

Per sua natura Sud è in continua evoluzione,

le musiche vengono scelte ed accostate una all'altra al momento dell'esecuzione, come onde sulla battigia. Un'onda non è mai uguale a sé stessa, e così l'atmosfera del momento,

il contatto col pubblico, le emozioni delle musiche decidono la sequenza dei brani in programma.

Marco Beasley        canto

Stefano Rocco         arciliuto, chitarra barocca

Fabio Accurso         liuto

Leonardo Massa    colascione

Vito De Lorenzi      tamburi a cornice

e con la partecipazione di:

Laura Boccadamodanza


SUD

   Mar Ligure, Mar Tirreno, Mar Ionio, Mare Adriatico: nomi geografici che appartengono ad un mare che sta al centro fra tante terre, il Mediterraneo, ma che ne ha al suo centro una, quasi fosse un'isola, lunga, sottile, ancora bellissima: l'Italia. Da Ventimiglia a Trieste, un lunghissimo viaggio sulle coste di questo mare dai tanti nomi fa scoprire luoghi meravigliosi e gente straordinaria. E verso Sud, dove la penisola italiana si spinge più profondamente in questo mare, l'aria della storia è ancora molto presente, ancora si raccontano leggende millenarie in questi anni di globalizzazione, molta ritualità sopravvive.

   Una storia antica, come antichi sono i versi dei poeti che ci accompagnano in questo nuovo cammino. Poeti molto spesso senza nome ma dalle mille parole, dai mille canti. E in questi canti ci sono storie di bambini e di amori vissuti, il dolore di una perdita e la felicità di un'amicizia ritrovata. Sud è tutto questo e molto di più. E ancora, verso sud ci accompagnano strumenti viandanti da sempre, i suoni del liuto di Fabio e della chitarra di Stefano con la loro antica arte mascherata di semplicità. A loro, in viaggio, si affiancano il colascione di Leonardo e i tamburi di Vito, strumenti principe della tradizione napoletana. E incontreremo Laura dal nome pertrarchesco, che a passo di danza ci condurrà per i sentieri di questo Sud.

   Alla ricerca di un canto che appartiene a mille voci, il programma non segue una strada prefissata ma l'ordine dei brani musicali varia da momento a momento, seguendo il dialogo che si instaura col pubblico.

   Perché questo nostro Sud è uno spirito libero.

MARCO BEASLEY

E’ nato a Portici, vicino Napoli, nel 1957. Durante il periodo dei suoi studi musicali all’Università di Bologna, mentre approfondisce la sua conoscenza dei due fulcri stilistici dell’epoca tardo rinascimentale, il “recitar cantando” e la polifonia sacra e profana, comincia una intensa attività concertistica che lo porta presto a esibirsi nelle sedi più prestigiose, dal Mozarteum di Salisburgo al Concertgebouw di Amsterdam, all’Accademia di Santa Cecilia in Roma o al Lincoln Center di New York.

Autore di testi, cantante e attore, nella sua personalità convergono la scanzonata anima napoletana, la gioia di vivere e di fare musica e il desiderio di confronto con il mondo della poesia e della letteratura. In lui convivono qualità molto diverse: la purezza chiara e inconfondibile del timbro; la tecnica particolarissima, frutto di studi personali e ricerche storiche; il gusto per la parola sia colta che dialettale; la predisposizione naturale alla comunicazione e all’espressività partecipe. Tutte si traducono in una varietà di toni e di registri, in un approccio musicale trascinante dove la gioia, l’irriverenza burlesca, sanno cedere il posto ad uno stile elegiaco e solitario, intimo e toccante.

Dal canto gregoriano alla polifonia, dalle frottole cinquecentesche ai mottetti, dal “recitar cantando” alle grandi canzoni napoletane fino alla reinvenzione dei generi in chiave moderna: l’eccezionalità della voce e dell’espressività, la sensibilità e l’estro personali, rendono sempre nuova la sua interpretazione, permettendogli di eseguire una gamma vastissima di generi musicali.

Le sue ricerche sull’emissione vocale e sulla comprensibilità del testo cantato gli sono valsi apprezzamenti sempre più vasti e grande seguito di pubblico. Nel 2009, il VSCD olandese lo ha candidato come miglior performer dell’anno.

Marco Beasley è protagonista di un'ampia discografia, la maggior parte della quale pubblicata con Accordone, il gruppo da lui fondato insieme a Guido Morini e Stefano Rocco nel 1984 e da cui si separa nel 2014, decidendo in questo modo di intraprendere una strada ancora più personale, autonoma, non più legata al nome dell’ensemble.

La Festa della Transumanza del Gargano - 24 aprile 2016

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La Festa della Transumanza del Gargano che si svolgerà il prossimo 24 aprile 2016 a Carpino è l'occasione per rivivere la storia e le attività tradizionali del mondo rurale, favorendo la ricerca di un rapporto antico tra uomini, animali e ambiente.

Una via di scambio di sapori e saperi antichi e universali tra campagna e città al ritmo lento degli animali.

 

Il CARPINO FOLK FESTIVAL nasce nel 1996 con l’intento di valorizzare la tradizione musicale agropastorale di Carpino e del Gargano. Nel solco di questa tradizione si inserisce l'organizzazione della TRANSUMANZA DEL GARGANO presso la MASSERIA FACENNA. Lo scopo è quello di evocare le tradizioni e i fattori culturali del recente passato e di promuovere e valorizzare uno sviluppo territoriale centrato sulle caratteristiche endogene ambientali, culturali, paesaggistiche e artigianali tipiche del Gargano.

Natura, Movimento, Enogastronomia, Eventi per suscitare lo stupore e la voglia di partire per soggiorni brevi nel Gargano come esploratori al centro di un'esperienza inusuale rispetto all'immagine tradizionale della Puglia.

Trasformare la visita del Gargano da un semplice momento di svago in un’esperienza da vivere unica, autentica e non massificata, in cui la transumanza è il pretesto per conoscere non solo luoghi nascosti e fuori dai circuiti tradizionali, ma anche per apprendere la cultura e le tradizioni delle comunità del Parco Nazionale del Gargano, godere della salubrità dell'aria e scoprire l'incredibile tasso di biodiversità del più grande polmone verde della Puglia che altro non è che una sorta di ecomuseo diffuso e vivente da vivere tutto l’anno.

La MASSERIA FACENNA per riprendere ad avviare le maglie di un discorso interrotto bruscamente dall'alluvione del settembre 2014 e tessere la RETE DELLE ANTICHE MASSERIE GARGANICHE come tappe di percorsi di fruizione del territorio.

La festa della TRANSUMANZA DEL GARGANO, ideata da Luciano Castelluccia, è, quindi, parte di un più ampio programma dell'Associazione Culturale Carpino Folk Festival per contribuire allo sviluppo endogeno del sistema territoriale garganico, in considerazione delle importanti ricadute economiche, sociali e turistiche che esso può produrre.

Il 24 aprile 2016, nell’anfiteatro naturale costituito da Capoiale, San Nicola di Varano, Cagnano Varano, Ischitella, Vico del Gargano fino a Rodi Garganico, mandrie di vacche podoliche, pecore, capre garganiche e pastori animeranno e invaderanno le strade pedecollinari che lambiscono Poggio Pastromele di Carpino e che si sono cristallizzate nel corso dei secoli nelle vie transumanti dal piano alla montagna secondo caratteristiche e organizzazione simili al fenomeno della grande transumanza che dagli Abruzzi portava greggi e mandrie verso il Tavoliere e il Gargano percorrendo le vie naturali dei tratturi.

Nel passato sulla montagna del sole la zona più adatta alle pecore era quella di San Giovanni Rotondo, il paese dei pastori, dove la pastorizia, in genere, era totalizzante rispetto agli altri paesi del Gargano. Di pecore se ne trovavano anche a San Marco, ad Apricena, a Rignano, a Sannicandro, a Carpino, a Cagnano, ecc. Moltissimi erano gli allevamenti di capre sul Gargano. Assai diffusi lo erano nei paesi confinanti con la Foresta Umbra, cioè vicino Monte Sant'Angelo, Mattinata, Vieste, Vico, ma ce n'erano molti anche a Sannicandro, a San Marco in Lamis e in genere su tutto il territorio garganico, dove la capra nera era forse l'animale più diffuso.

Nelle Puglie ed in particolare su tutto il promontorio era particolarmente diffusa la Vacca podolica. La Podolica del Gargano è una razza allevata allo stato brado e che quindi offre carni sapide, sane, ricche di sali minerali dal suo latte vengono prodotti ricotte e formaggi dai sapori unici, come il caciocavallo podolico.

 

PROGRAMMA

Ore 6:00 RITROVO presso ampio parcheggio Bar Caffè - Distributore Carburante Varano Petroli - posto all'entrata di Carpino (subito dopo l'uscita della SS 693 - strada a scorrimento veloce del Gargano)

Ore 6:30 TRASFERIMENTO con navetta in Località TARTARETA (Agro Ischitella)

Ore 7:00 PARTENZA della TRANSUMANZA, percorso 8km a piedi su un sentiero sterrato, ma agevole (Si consiglia abbigliamento pratico e comodo possibilmente dai colori non vivaci ed idoneo alla stagione, scarpe da trekking, cappellino, acqua, snack)

 

Ore 9:30 ARRIVO Località CAMINIZZO Azienda Zootecnica FACENNA

La vista panoramica del lago di Varano, del mare Adriatico e delle incantevoli isole Tremiti vi regaleranno emozioni uniche.

Ore 10:00 Mungitura della Capra Garganica e Colazione Podolica

Ore 11:30 Preparazione comunitaria del pranzo sociale

Ore 12:00 PRANZO PODOLICO SOCIALE

 

Ore 15:00 Laboratori Didattici

- Lavorazione del Caciocavallo Podolico a cura di Giacomo Facenna

- Intrecci dei cesti tipici “Panarë e Panareddë” a cura di Pio Gravina e Luisa Martino

 

Ore 16:00 Musica e Balli con Suonatori e Cantatori

- Giuseppe Spedino Moffa di Riccia (Campobasso)

- I Cantatori e Suonatori di San Giovanni Rotondo

- I Cantori di Carpino

 

Ore 17:00 Escursione - Pascolo della capra Garganica e raccolta delle erbe spontanee selvatiche.

Ore 18.00 Giochi Tradizionali: Mazzë a Curtë e Savëza n’goddë

 

Ore 19:30 CENA PODOLICA SOCIALE

 

Ore 20:30 TRANSUMANZAROOTS

- Zaio (San Giovanni Rotondo)

- Mimmo Superbass (Bari)

- MC Papa Buju (Altamura)

 

QUOTA PODOLICA DI PARTECIPAZIONE

€. 28,00 adulti >16 anni - €. 20,00 ragazzi 12/15 anni - €. 15,00 bambini 4/11 anni - Gratis infant <3 anni


PROCEDURA DI PRENOTAZIONE

La procedura di prenotazione è molto semplice e prevede il pagamento della quota podolica tramite bonifico bancario IBAN: IT32V0881078330000020009201 – intestato a "Associazione Culturale Carpino Folk Festival" - BCC San Giovanni Rotondo. Nella causale scrivere "LaFestadellaTRANSUMANZA".

Infine seguire le istruzioni dell'iscrizione raggiungibile da questo indirizzo https://goo.gl/63cxPB

Per info potete contattare:

Domenico Antonacci Tel: +39 393.1753151 - FB: www.facebook.com/cronogargaros

Sara Di Bari al Tel: +39 327.2940882 - FB: www.facebook.com/drusillax89

 

ACCREDITO GIORNALISTI, FREELANCE, BLOGGER, FOTOGRAFI E OPERATORI

La festa della TRANSUMANZA DEL GARGANO non è aperta a tutti, ma riservata, oltre ai partecipanti/tesserati, solo a giornalisti, fotografi, freelance, blogger e operatori di: quotidiani, agenzie di stampa, tv/radio, website/blog e riviste specializzate o contenenti sezioni di musica, arte, cultura. Per accreditarsi alla festa della transumanza è indispensabile compilare il modulo raggiungibile a questo indirizzo: https://goo.gl/idzzpA.

Per informazione contattare Domenico Antonacci Tel: +39 393.1753151- FB: www.facebook.com/cronogargaros

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per rimanere sempre aggiornati seguire la pagina facebook ufficiale del Carpino Folk Festival

 

ANTONIO PECCENINNE - COMPLEANNO CENTENARIO CON BENNATO, DE SIO E TANTI ALTRI

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Il cantore secolare più famoso delle Puglie ancora in attività per diffondere quella che fu la sua cultura

‪#‎COMUNICATOSTAMPA‬
Carpino, li 13/02/2016
Pecceninne pe nn'àvete e ccènd'anne!

Temperamento forte, amore per la vita, per la famiglia, per i compagni e un forte attaccamento al paese che gli ha dato i natali un secolo fa, Antonio Piccininno (Pecceninne), il cantore con le nacchere, è nato il 18 febbraio 1916 a Carpino, in provincia di Foggia.
All'età di due anni perde entrambi i genitori a causa dell’influenza spagnola e viene affidato ai nonni materni. A otto anni deve già contribuire al mantenimento della famiglia ed è mandato a guardare le pecore. Nei boschi di quello che oggi è il Parco Nazionale del Gargano i pastori adulti gli tramandano i canti popolari che lui ripete ossessivamente guardando le pecore. Diventato adulto lascia il mestiere del pastore e si dedica alla coltura dei campi. Pastore e, contadino, con le sue 100 primavere rappresenta una delle "personalità più interessanti, autentiche e complesse della tradizione musicale del Gargano. Cantatore eccellente, tra i più anziani del paese, porta con sé un bagaglio di conoscenze che lascia quale eredità culturale alle nuove generazioni. La sua testimonianza di vita, la sua interpretazione canora e la sua raccolta di canti sono punti di riferimento imprescindibili per un’adeguata comprensione della sua unicità. Il suo percorso si colloca in un ambito intermedio tra oralità e scrittura, frutto di stratificazioni in progress di apprendimento, dalla fase mnemotecnica orale del periodo giovanile, alla fase della partecipazione diretta ai riti collettivi delle serenate e dei balli (quando non ancora defunzionalizzati), alla fase dell’appropriazione autodidattica della scrittura per la raccolta dei canti popolari (Villani S., 2008)".
In occasione dei festeggiamenti per i suoi cent'anni, giovedì pomeriggio 18 febbraio al "Centro Culturale Andrea Sacco", Palazzo Barone di Carpino, con inizio alle ore 17.00 si svolgerà l'incontro IL PASTORE CANTORE organizzato dal Carpino Folk Festival insieme al Comune di Carpino e al Parco Nazionale del Gargano con gli studiosi e gli artisti che hanno attinto dal suo bagaglio di conoscenze popolari per narrarne la vita artistica attraverso il repertorio, le esperienze, le preferenze, gli atteggiamenti, le abilità, in una parola l'identità del cantore che instancabilmente continua a tramandare quella che fu la sua cultura: tra gli altri, son attesi lo studioso Francesco NASUTI, l'etnomusicologo Salvatore VILLANI, l'attrice Caterina PONTRANDOLFO, Eugenio BENNATO e Teresa De SIO.
Interverranno: Rocco MANZO (Sindaco di Carpino), Stefano PECORELLA (Presidente Ente Parco Nazionale del Gargano), Pasquale Mario Di VIESTI (Presidente Ass. Cult. Carpino Folk Festival), Michele ORTORE (Fondatore Ass. Cult. Carpino Folk Festival).
In mattinata, alle ore 9.30, la Messa per i 100ANNI nella Chiesa di S. Cirillo.
Dopo l'incontro, invece, la presentazione di "CHI SONA E CANTA NO NMORE MAJE", il nuovo CD dei Cantori di Carpino con la voce di Pecceninne.
In serata, in Piazza del Popolo, la famiglia ha organizzato il taglio della torta con brindisi augurale e successivamente il live gratuito dei CANTORI DI CARPINO E DEGLI AMICI DI PECCENINNE che coriaceo ha già stabilito che canterà a sua volta per i presenti. Quindi, tutti ancora una volta ad aspettare il momento quando si alzerà e si recherà sul palco per esibirsi in colorite e applaudite introduzioni alla personalità del Cantore. Inizierà con la descrizione delle origini del canto popolare carpinese e racconterà la sua storia personale come esempio di quelle di altri cantori. Verseggerà le strofe che andrà poi a cantare intercalandole con curiose spiegazione della vita di una volta e quando ormai col suo parlare schietto avrà accattivato le simpatie e gli animi, trascinerà il suo pubblico in una vertiginosa tarantella in modalità rudianella.
Non esistono parole per significare la realtà di un nonno che canta la ninna nanna ad un pubblico in religioso silenzio e non esiste cantore in attività più anziano. Per questa ragione il 18 febbraio 2016 sul Gargano avverrà qualcosa di unico con quest’artista particolare che a 100anni, con un vigore sorprendente ed una serenità contagiosa, va ancora in giro a cantare sonetti d'amore.

Sempre presente sul palco del Carpino Folk Festival, Piccininno come tutti i Cantori di Carpino è oggetto di studi sulle tradizioni musicali italiane; Antonio in particolare viene interessato per la prima volta da tali studi nei primi anni 80 da Roberto Lèydi, considerato tra i fondatori dell'etnomusicologia scientifica in Italia, ed è portato alla ribalta nazionale dai cantautori e musicisti Eugenio Bennato (la prima esibizione fuori dai contesti tradizionali risale all'8 aprile 1980 presso il Teatro San Ferdinando di Napoli) e Teresa De Sio.
Segue un breve elenco delle ricerche, dei documenti sonori e dei film in cui appare come protagonista.

Ricerche scientifiche
1980/tuttora, Salvatore Villani
1980/1987, Michele Giuseppe Gala
1984, Gabriele Leggieri, Giovanni Canistro
1987, Ettore De Carolis
1988, Roberto Leydi con Salvatore Villani (monografia)
2001/2009 Adriano Castigliego
2010/2011 Enrico Noviello e Pio Gravina

Documenti sonori rilevanti
1997, I cantatori e suonatori di Carpino / Salvatore Villani, NOTA/EDT
1997, Guitares “battente” du Gargano / Salvatore Villani, Nanterre (France), CD Al Sur
1997, La voce del Gargano
1999, Canti della memoria. Canti tradizionali del Gargano Francesco Nasuti, Centro Grafico Francescano
2000, Lezioni di tarantella / Eugenio Bennato, DVF
2000, La tarantella del Gargano / Giuseppe Michele Gala, Ethnica
2001, Tarantella del Gargano / Eugenio Bennato, DVF
2002, Ragnatele: Antologia di voci e suoni della Puglia / Antonello Lamanna
2004, Alla carpinese: il sonetto garganico nei canti popolari di Carpino / F.Nasuti, edizioni FN
2006, Stile, storia e musica alla carpinese / I Cantori di Carpino, Mea Sound
2007, Le tribù italiche. Puglia, EDT
2007, Canti, poeti, pupi e tarante / Valter Giuliano, Squilibri
2008, Antonio Piccininno. Cantatore e Raccoglitore dei Canti Popolari di Carpino Cd allegato al libro / Salvatore Villani, Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata
2011, Canti e suoni della tradizione di Carpino / E.Noviello-P.Gravina. Kurumuny
2012, I cantori e musici di Carpino. Le tarantelle del Gargano, Salvatore Villani, NOTA/EDT
2016, Chi sonä e càntä no nmore màji / I Cantori di Carpino

Film da (co)protagonista:
1996, Foggia, non dirle mai addio, Luciano Emmer (con Eugenio Bennato)
2000, Chi ruba donne, Maurizio Sciarra (con Eugenio Bennato)
2005, Craj, Davide Marengo (con Teresa De Sio, Giovanni Lindo Ferretti)
2007, Les Chanteurs de Carpino, Thierry Gentet
2010, Buon giorno Zi Antò, Aldo di Russo (con Roberto De Simone)
2015, Le storie cantate. Viaggio tra i Cantastorie di Puglia, Trevisi-Morisco

‪#‎100zendonjepecceninne‬ 18.02.2016
@carpinofolkfestival

Fotografia di Mariano Iorio, 2012 - CC BY
Antonio Piccininno - Cantore di Carpino

 

404

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